03 luglio 2011

S.T.A.L.K.E.R. CALL OF PRIPYAT PC ITA AGGIORNATO (MULTI 9)



Un breve video iniziale riassume gli avvenimenti salienti dei capitoli precedenti, a partire dall'esplosione del reattore di Chernobyl nel 1986 e gli avvenimenti successivi all'arrivo di Strelok (protagonista di S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl) al centro della zona. A seguito del fallimento dell'operazione Fairway per raggiungere il centro della Zona, il Maggiore Alexander Degtyarev dell'esercito ucraino (versione russa)/americano (versione internazionale) viene inviato nella Zona con il compito di indagare sulle cause che hanno portato allo schianto degli elicotteri della missione Fairway.
Gli sviluppi secondari della trama sono, come nei capitoli precedenti, molto vari e diversificati tra loro: dall'indagine su un serial killer che miete vittime tra gli stalker alla ricerca dell'Oasi, luogo leggendario in cui si può essere guariti da qualsiasi ferita. Indagando sulla scomparsa degli elicotteri, Degtyarev scopre che gran parte degli stessi è precipitata a seguito di cause misteriose, apparentemente per errori dei piloti. Recuperando la scatola nera da uno dei rottami, Degtyarev si convince che la risposta al mistero si trova nell'ultimo elicottero, precipitato nei pressi di Pripyat.
L'accesso a Pripyat è però impossibile: l'esercito ha infatti inondato di gas venefico l'unico tunnel sotterraneo che collega la Zona alla città. Messa insieme una squadra di stalker esperti e dopo aver recuperato delle tute speciali per poter affrontare i gas, Degtyarev si inoltra nel tunnel, arrivando infine a Pripyat dove trova l'equipaggio dell'ultimo elicottero abbattuto, ma anche in questo caso non riesce a comprendere le cause dei disastri aerei.
A seguito di uno scontro a fuoco con i Monolith, una fazione di fanatici devoti al culto del Monolite di Chernobyl, Degtyarev recupera una potente arma dagli effetti devastanti purtroppo danneggiata. Allo scopo di poterla riparare, il maggiore esplora i laboratori segreti di Pripyat per recuperare documenti e manuali per poterne garantire il funzionamento. Una volta trovati riesce anche a far riparare l'arma e poterla usare, ma comprende che neppure essa può costituire la vera causa dello schianto degli elicotteri militari.
Appare a questo punto Strelok, vivo e vegeto, che rivela ciò che ha scoperto sulle cause dello schianto degli elicotteri: i percorsi utilizzati dai piloti per muoversi nelle anomalie sono infatti soggetti ai "capricci" della Zona, e le continue emissioni modificano l'apparizione delle anomalie in luoghi precedentemente sicuri. Strelok stipula un patto con i militari: racconterà tutto ciò che sa della Zona purché venga scortato ed accompagnato fuori dalla Zona.
Comunicate ai piloti le nuove rotte sicure, Degtyarev si fa strada insieme all'equipaggio e a Strelok fino all'elicottero in grado di condurli fuori dalla Zona dopo un intenso scontro con i Monolith. Il video finale mostra i destini del protagonista e dei principali personaggi dell'avventura.



REQUISITI:
Requisiti minimi

* OS: Windows XP / Vista / 7
* CPU: 2.0GHz Intel Pentium 4 or AMD Athlon 2200+
* RAM: 512 MB
* GPU: 128 MB RAM DirectX 8.0 compatible Card e.g. GeForce 5700 or Radeon 9600

Requisiti raccomandati

* OS: Windows XP / Vista / 7
* CPU: Intel Core 2 Duo E7400 or AMD 64 X2 5600+
* RAM: 2 GB
* GPU: 512 MB RAM DirectX 9 or 10 compatible Card e.g. GeForce 9800GTX or Radeon HD4850

DOWNLOAD: S.T.A.L.K.E.R. CALL OF PRIPYAT PC ITA AGGIORNATO (MULTI 9) 

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02 luglio 2011

Kaspersky 2012

Non dimenticate che kaspersky e' sempre uno tra i primi se non il primo, antivirus al mondo per aggiornamenti e ricerca oltre che per garanzia visto che ormai e' l'antivirus commerciale piu' usato al mondo sia da privati che da soceta' o ditte di ogni genere.



Di tutte le domande che vengono chieste quotidianamente o di cui si cerca risposta in Internet, la più difficile a cui rispondere è: “Qual è il miglior software anti-virus?” Ci sono molte suite anti-virus là fuori – versioni commerciali e gratuite. Eppure per molte persone non esiste “il miglior Antivirus” perché il “migliore” potrebbe diventare il prossimo mese “peggiore” o “non buono come si pensava”. Il consiglio ? Provare una trial e verificare le opinioni esistenti (se esistono) prima di acquistare, eventualmente, una licenza.

La premessa è d’obbligo ora che Kaspersky, nota Società che si occupa di sicurezza, ha eliminato il tag beta da Kaspersky Anti-Virus 2012 e Kaspersky Internet Security 2012. I cambiamenti non sono rivoluzionari ma Kaspersky ha fornito diversi miglioramenti per giustificare un’occhiata più da vicino.

Kaspersky 2012 ha una nuova interfaccia utente e una nuova funzionalità di sicurezza basata sulla reputazione, sfrutta la tecnologia basata sulla reputazione per identificare automaticamente le nuove minacce e ridurre al minimo i falsi positivi. Offrono anche dei cambiamenti nella protezione del sistema operativo in fase di avvio, rendendo più difficile per i rootkit apportare modifiche e bloccando i tentativi da parte di malware di disabilitare il motore antivirus.Hanno aggiornato anche il sistema di ricezione degli update, questo sistema permette di ridurre al minimo il volume degli aggiornamenti scaricati e il tempo necessario per il download ma la vera novità, forse, è l’eliminazione “di ogni addestramento” per il modulo Anti Spam poiché accede “alla nuvola” per verificare indirizzi email sospetti oppure email di phishing. Migliorano anche la sicurezza nella navigazione standard e l’utente, oltre alle prevenzioni offerte da Chrome, Internet Explorer o Firefox, dispone di protezioni aggiuntive utili a verificare se una determinata risorsa è un sito di phishing. Kaspersky controlla nel database locale di siti web di phishing e invia, successivamente, una richiesta alla “nuvola” (Kaspersky Security Network). Se non vi sono informazioni contenute nelle due fonti, viene eseguita l’analisi euristica.Dicono che l’impatto sulle prestazioni del sistema è stato ottimizzato per gli scenari più comuni in linea come la visione di film (anche ad alta risoluzione (HDTV)), ascoltare la radio, effettuare una ricerca, navigare nei siti web, effettuare chiamate via VoIP (Skype e ecc), giocare online, ecc.. Ottime novità anche per i possessori di un monitor touch screen. Kaspersky 2012 supporta, finalmente, il touch..Kaspersky 2012 presenta anche “The Watcher”, soluzione per eseguire il rollback del sistema operativo, soluzione utile per riparare i danni causati dal malware (o molti altri programmi che possono avere influenzato negativamente il sistema, in effetti) ma il nostro consiglio è evitare di credere “ciecamente” a questa soluzione. Invitiamo qualsiasi utente ad effettuare un ghost di Windows 7 tramite la soluzione integrata all’interno del pannello di controllo. Il ripristino del sistema operativo, in caso di infezione, sarà veloce e ci farà risparmiare tempo e “sudore”.Non abbiamo uno “studio professionale” per giudicare, oggettivamente, l’impatto sulle prestazioni del sistema operativo ma l’impressione è che l’impatto sulla CPU e RAM sia minore rispetto alla release precedente. Rimane tuttavia un software antivirus e, come ogni software Antivirus, avrà un impatto sulle prestazioni del nostro sistema operativo.
Screenshot - Kaspersky Antivirus 2012 - 06E naturalmente c’è una lunga lista di funzionalità disponibili nelle versioni precedenti come una tastiera virtuale (per aggirare i keylogger) e opzioni per proteggere la nostra privacy, eliminare la cronologia file che abbiamo modificato, la cronologia di navigazione e i cookie di Internet Explorer.


DOWNLOAD: Kaspersky 2012 + trial reset 

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29 giugno 2011

Need For Speed Shift 2: Unleashed Full Ita multi 5



Il primo Shift è stato senza dubbio un prodotto ben riuscito, coraggioso se vogliamo, vista la volontà di Slightly Mad Studios di innestare in un franchise tipicamente arcade una sferzata simulativa, ma per alcuni versi indeciso nello svolgimento, a metà tra realismo e deriva fracassona. Questa seconda iterazione sembra aver limato alcune problematiche di progressione della carriera, impostando il tutto in un'ottica più rigorosa e ferrea, dove al posto di stelle normali e da maestro da ottenere, l'avanzamento tra i vari campionati avviene in base ad una generica esperienza, senza troppi sbarramenti a impedirci una libera navigazione tra i vari tornei.

Macchine e tracciati

Partiamo subito dai numeri. I tracciati sono senza dubbio molti, il roster comprende tanto circuiti reali quanto inventati, tutti con relative configurazioni alternative. Accanto a Monza, Silverstone, Donington, Spa, Suzuka, Brno, Brands Hatch, il celebererrimo Nurburgring in tutte le salse, troviamo anche piste meno famose come la ripida e tortuosa Bathurst che ospita generalmente le V8 Supercars o anche Enna Pergusa, con le sue staccatone da brividi. Oltre a queste ci sono tutta una serie di tracciati cittadini (Londra, Shanghai, Miami) e diverse altre piste "secondarie" come fama, ma non meno impegnative da percorrere, relative a diversi campionati americani. Al netto delle diverse configurazioni ci fermiamo a trentacinque tracciati (il doppio rispetto al primo capitolo), se aggiungiamo le varianti mettiamo in conto un'altra quarantina di piste, magari non troppo differenti da quella base. Il track design è quindi decisamente vario e capace di esaltare tutti i tipi di pilota nelle più disparate situazioni. Parlando di auto invece i numeri sono pur sempre alti, ma non altissimi rispetto alla concorrenza. Gli sviluppatori hanno fatto una scelta diversa rispetto ai soliti noti, non inserire vetture fondamentalmente "inutili" per concentrarsi direttamente su macchine che abbiano da dire qualcosa in pista, saltando a pie pari utilitarie, compatte in versione base e più in generale tutto quello che non arriva ai 200 km/h. In tal senso se si sceglie Audi, il modello base è la S3, mentre per BMW è la 135i Coupè, alla stessa stregua per Volkswagen troviamo la Golf GTI e per la Ford una bella RS Cosworth di qualche anno fa. Considerando anche le supercar vere e proprie si arriva a 145 vetture per un totale di 36 costruttori. Visitando il concessionario i filtri di ricerca ci aiutano per capire le varie tipologie di vettura. Ritmo indiavolato Accanto alle suddivisioni geografiche e prestazionali generali, troviamo le categorie Moderne, Retrò, Muscle Car e Leggende, più quelle da corsa al cento per cento in quanto Need For Speed Shift 2: Unleashed si è aggiudicata i diritti per le categorie GT1 e GT3. Inutile e poco leggibile in questa sede fare una lista dettagliata, ma nell'elenco delle case automobilistiche figurano ad esempio Lamborghini, Porsche, Maserati, Aston Martin, Pagani, Bugatti, Alfa Romeo, Shelby, Dodge, Maserati, più tutta una serie di "esotici" marchi come Radical, Alpina, Koenigsegg, Gumpert, McLaren e molte altre. Insomma il meglio delle vetture estreme a ruote coperte è presente, la mancanza della Rossa di Maranello pesa un pò però. Una scelta questa perfettamente condivisibile di "sole" 145 vetture e che ha il pregio di non tediarci nelle prime battute con vetture lentissime che abbattono mortalmente il ritmo delle gare. Insomma si parte subito piuttosto forte in Shift 2, non ci si addormenta a bordo di vetturette da città.  

Fonte recensione: multiplayer.it

Need For Speed Shift 2: Unleashed - Ritmo indiavolato

 

 

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27 giugno 2011

CRYSIS 2 FULL ITA - MULTI5

Gli appassionati di sparatutto in prima persona non hanno davvero di che annoiarsi in questi mesi, visto il numero e la qualità media degli FPS che stanno affollando gli scaffali dei negozi. Tra prodotti che tentano di emulare il campione di incassi Call of Duty ed esclusive tecnicamente impressionanti ma rimaste un po' vecchie nella sostanza, Electronic Arts getta nella mischia il nuovo lavoro dei talentuosi Crytek: Crysis 2. Questa nuova produzione segna per il team l'esordio su console, forte del nuovo motore grafico proprietario, costruito sin dalle fondamenta per muoversi perfettamente a proprio agio anche su Playstation 3 e Xbox 360. Il nuovo capitolo della serie non solo nasce come prodotto multipiattaforma, ma rinnova profondamente anche il gameplay, che abbandona almeno in parte la natura totalmente aperta che caratterizzava il primo episodio in favore di una struttura più lineare, ma allo stesso tempo concreta e stratificata per dare vita ad una delle campagne single player più intense e dal gameplay meglio orchestrato degli ultimi anni.

They call me Prophet
Le vicende narrate in Crysis 2 prendono piede un paio d'anni dopo il primo capitolo e vi metteranno nei panni del marine Alcatraz. Una sequenza iniziale mozzafiato vi farà vivere quelli che per chiunque sarebbero stati gli ultimi attimi d'esistenza, se non fosse per un incontro fortuito che segnerà di fatto l'inizio di una nuova vita per il protagonista. Il nostro, vittima di un attacco violentissimo ad opera degli alieni Ceph già visti nel predecessore, viene infatti rinvenuto da Prophet, personaggio al centro delle vicende narrate nel primo Crysis. Le circostanze avverse portano il super soldato a consegnare la sua Nanotuta ad Alcatraz e con essa l'infame compito di salvare nientemeno che l'umanità intera. A fare da sfondo alla più classica delle invasioni aliene - con voi come ultima speranza per la salvezza del pianeta - una New York devastata dalla guerra, tratteggiata con grande cura. Non ci addentreremo ulteriormente nella descrizione del plot, invero non particolarmente illuminato né dal punto di vista dell’originalità né da quello dello stile narrativo. La storia viene infatti lasciata un po’ da parte, visto il numero esiguo di cut scene e lo scarso spessore dei personaggi che la popolano, risultando comunque a conti fatti godibile e più concreta rispetto a quanto visto nei due precedenti lavori della software house.

Libertà made in Crytek
Potremmo definire il gameplay del titolo EA come un riuscitissimo mix tra vecchio e nuovo. Se da un lato non mancheranno scene scriptate sfruttate per raccontare le vicende, ma anche per innalzare il tasso adrenalinico nelle vene del giocatore, dall'altro la struttura lineare cela una libertà d'azione che sembra provenire da un'altra era videoludica. Dimenticate i corridoi dei vari Call of Duty e cloni, ogni livello che affronterete in Crysis 2 andrà studiato con attenzione grazie al vostro binocolo, da sfruttare per scandagliare ogni nuova situazione e marcare sulla vostra minimappa qualsiasi elemento da tenere sotto controllo, per poi scegliere uno dei possibili approcci suggeriti o improvvisarne uno nuovo. Infatti, oltre ad evidenziare vari possibili target come nemici o casse in cui poter rifornire il proprio arsenale, verranno segnalati in giallo dei punti utili ad esempio per adottare una tattica stealth, zone da dove poter cecchinare o ancora dalle quali tendere un agguato, far saltare in aria più nemici con una granata e così via. Dovrete imparare da subito a padroneggiare al meglio la vostra potentissima Nanotuta, che come nel predecessore vi fornirà alcuni potenziamenti attivabili a piacimento, che andranno a consumare una barra energetica. Una grossa quanto gradita novità di questo seguito è la possibilità di attivare uno dei poteri alla semplice pressione di un tasto, così che potrete passare dall'invisibilità all'ispessimento dell'armatura in un batter d'occhio. Agilità e forza potenziate si attiveranno automaticamente nel momento in cui dovrete superare un ostacolo tenendo premuto il pulsante del salto, o quando, vicino ad un nemico, lo afferrerete per il collo e lo lancerete con tutta la vostra forza. Lungi da fungere unicamente da orpello, le capacità della Nanotuta si fondono alla perfezione col gameplay, lasciando una libertà al giocatore dimenticata da troppo tempo. Nella prima parte della campagna dovrete imparare a sfruttare a fondo le varie tattiche possibili per avere la meglio su gruppi di soldati mercenari, per poi rivedere il vostro stile di combattimento adattandolo agli alieni Ceph che ben presto riempiranno le strade della disastrata New York. Giunti in una nuova zona troverete ad esempio un manipolo di uomini armati a separarvi dall'uscita; una veloce analisi evidenzierà un passaggio utilizzabile per coglierli di sorpresa ed eliminarli uno ad uno senza farvi notare per poi sgattaiolare forti della vostra invisibilità fino all'obiettivo successivo. La stessa ambientazione però vi mette a disposizione una torretta, così potreste decidere invece di sradicarla dalla sede, ingrossare la vostra armatura e fare una strage.
Sebbene le dinamiche stealth fossero già presenti nel primo Crysis, con questo seguito lo sviluppatore si è premurato di evolvere l'intelligenza artificiale in modo da rendere più proficuo e strategico l'utilizzo dell'invisibilità. In particolare vi accorgerete ben presto di come guardie ed alieni Ceph memorizzeranno l'ultimo luogo in cui vi hanno visto, sparando in quella direzione e venendo a cercarvi lì dove vi eravate fatti scoprire. Insieme a questo dettaglio tutt'altro che marginale, dovrete imparare ad evitare il raggio visivo dei nemici, osservando con attenzione l'ambiente e cercando i luoghi adatti dove disattivare l'invisibilità per lasciar ricaricare la barra dell'energia. In molte zone, se verrete scoperti, potrà scattare un allarme e vi ritroverete a dover fronteggiare una situazione ben più complicata.
Se al contrario preferirete adottare un approccio diretto, sfruttando le coperture e il potere difensivo della Nanotuta, dovrete sempre tener conto della limitata fornitura di energia di cui disponete, più adatta ad attacchi "mordi e fuggi" che ad assalti frontali, comunque praticabili in determinate situazioni e forieri di grandi soddisfazioni. A proposito di coperture, Crysis 2 permette di accucciarsi dietro a qualsiasi elemento della mappa dal quale fare capolino, proprio come visto in Killzone 2, o di effettuare rapide scivolate in corsa sulla falsariga dell'ultimo Medal of Honor, manovra utile per raggiungere rapidamente zone sicure mentre sarete sotto il fuoco nemico.
Garantisce un pizzico di profondità in più il ritorno della personalizzazione delle armi, che grazie ad un comodo menu permette di applicare silenziatore, mirini di vario tipo e altro alle vostre bocche da fuoco. Dopo il primo incontro ravvicinato con uno degli alieni, invece, la vostra Nanotuta troverà il modo di assorbire DNA dai Ceph, utilizzabile per acquisire alcune abilità attivabili per un massimo di quattro skill alla volta. Questi potenziamenti passivi vi garantiranno poteri utili come passi silenziati, il tracciamento dei proiettili e molto altro.

Occultamento attivo
Il gameplay di Crysis 2 non colpisce solo per varietà e vastità, ma anche per concretezza e profondità, caratteristiche guadagnate nel passaggio dalle ambientazioni totalmente free roaming agli spazi ben più contenuti di questo seguito. Una scelta a nostro modo di vedere decisamente vincente e che riesce a regalare una giusta via di mezzo tra libertà concessa al giocatore e concentrazione dell'esperienza, più equilibrata nel dosaggio dei vari elementi. In poche parole, una campagna assolutamente coinvolgente e divertente dall'inizio fino ai titoli di coda, che arriveranno dopo che avrete sudato le proverbiali sette camicie per una decina di ore abbondanti. La longevità è fortemente dipendente dallo stile di gioco che adotterete, in quanto affrontare con riflessione ogni momento prolungherà conseguentemente la durata di ogni sessione. Sebbene il titolo non sia per nulla facile grazie proprio alla sua natura stratificata e strategica, i più esperti vorranno intraprendere la campagna già a livello difficile, tranquilli che a fine avventura li attenderà un livello di sfida ancora ulteriore attivabile nel caso volessero rigiocare il titolo. La rigiocabilità è garantita, oltre che dai soliti collezionabili nascosti per i vari livelli, dalla volontà dell'appassionato di rivivere le varie situazioni per sperimentare approcci diversi, un valore aggiunto che ben pochi titoli del genere possono vantare.
Bisogna tuttavia sottolineare come a tarpare le ali all'esperienza troverete un repertorio di nemici sorprendentemente limitato, popolato da tre o quattro modelli di soldati mercenari ed altrettante varianti di alieni, praticamente un unico boss e poco altro. Sebbene l'ottimo level design e la sapiente regia riusciranno a non farvi mai annoiare, mettendovi davanti situazioni sempre varie e divertenti, una maggior varietà di nemici e magari la presenza di qualche alieno più grosso e cattivo degli altri avrebbe giovato moltissimo all'esperienza. Citiamo infine un difetto alquanto fastidioso, rappresentato dal cattivo posizionamento dei checkpoint, a volte davvero troppo distanti tra loro, quando sarebbe bastato, vista la natura aperta del titolo, lasciare al giocatore la facoltà di salvare a piacimento.

Pigiama party!
Nonostante il fulcro dell’esperienza rimanga la campagna single player, ricca ed articolata come in pochi altri recenti esponenti del genere, Crysis 2 non si fa mancare neanche una solida modalità multiplayer, programmata dagli ex-Free Radical Design, oggi noti come Crytek UK. La forza della componente online sta nell’ottima implementazione della Nanotuta i cui poteri influenzano inevitabilmente il gameplay, allontanandolo sensibilmente da quanto visto negli sparatutto concorrenti. L’offerta ludica è decisamente ricca, composta di dodici mappe tratte da ambientazioni viste nella campagna singolo e sei modalità. Due Deathmatch, uno a squadre e l’altro tutti contro tutti, Punto d’Impatto, che vi richiederà di conquistare e mantenere il controllo di alcuni obiettivi, Recupera il trasmettitore, una sorta di Cattura la Bandiera in cui dovrete prendere il trasmettitore nemico e portarlo nella vostra base, Assalto, in cui la squadra dotata di Nanotuta deve riuscire ad inviare i dati dai terminali difesi da una squadra di soldati normali con una sola vita a disposizione, ed infine Recupero, in cui dovrete recuperare i Bio-Parassiti alieni per poi portarli a dei punti di recupero per potenziare le Nanotute. Solo le prime due modalità, così come unicamente l’equipaggiamento standard (primo di quattro preimpostati, più svariati slot in cui memorizzare i propri loadout) saranno utilizzabili da subito, mentre con il salire del vostro livello andrete via via sbloccando i contenuti. Sebbene le stipulazioni non presentino novità particolari, né la crescita del vostro profilo online riservi sorprese, il gameplay puro riesce a brillare di luce propria grazie al ritmo elevato che caratterizza le partite, capace allo stesso tempo di convivere con un approccio più ragionato garantito dallo sfruttamento dei poteri.

Una grafica da piangere
Essendo la trama poco foriera di soddisfazioni, i due perni su cui poggia l'intera esperienza di Crysis 2 sono il gameplay adrenalinico e personalizzabile ed il sorprendente motore grafico. Sebbene non compia il balzo in avanti visto nel passaggio dalla prima alla seconda incarnazione, il Cryengine 3 è in grado di solleticare i vostri occhi con i paesaggi più belli visti finora in un FPS, divenendo da oggi il nuovo metro di paragone per il genere. Crysis 2 vi stupirà grazie ad un elevatissimo livello di dettaglio che sottolinea in svariati frangenti un'attenzione ed una cura al dettaglio davvero lodevoli, ed ancora a scorci mozzafiato e passaggi al chiuso densi di elementi poligonali. Ma il vero fiore all’occhiello del titolo EA è la mole di effetti e filtri applicati alla visuale. Dalle semplici scintille alla sfocatura perfettamente definita, ai raggi di luce che filtrano tra il fogliame o alle ombre degli stessi calcolate in tempo reale, tutto è perfettamente al proprio posto. Il team di sviluppo è stato soprattutto capace di adoperare i potentissimi strumenti a disposizione non per mettere in mostra una capacità tecnica da primato, quanto piuttosto ai fini dell'esperienza, adornando le strutture poligonali con stile e senza mai strafare. Di altissimo livello anche la modellazione dei personaggi, coperti da texture dettagliatissime e dotati di ottime animazioni facciali, sebbene potrete goderne in ben pochi frangenti, vista la scarsa propensione alla narrazione del titolo. Meno accattivante il design dei Ceph, a nostro modo di vedere non particolarmente ispirato. La versione PC è chiaramente quella più rifinita dal punto di vista estetico, ma quelle console non saranno da meno, ponendosi prepotentemente al top del genere. Da citare poi il supporto nativo sue tutte e tre le piattaforme al 3D, testato con la versione PC e che ha messo in mostra un sapiente uso della stereoscopia, messa in pratica per donare profondità. Visti i paesaggi a volte davvero ampi, se possedete l'hardware necessario, per una volta il 3D rappresenta davvero un valore aggiunto da tenere in considerazione. Se i vostri occhi non sapranno più dove guardare, bombardati da paesaggi spettacolari e capaci di visuali ampissime, le vostre orecchie verranno solleticate da una colonna sonora che porta la firma nientemeno che di Hans Zimmer e del suo gruppo di operai della musica. A partire dallo stridente tema principale, passando per momenti dalla grande epicità senza disdegnare solitarie note di pianoforte, lo score di Crysis 2 merita senza dubbio un plauso. Purtroppo non siamo rimasti del tutto soddisfatti dall'effettistica audio, dotata di ottimi campionamenti ma caratterizzata da un mix finale poco preciso e da inspiegabili momenti di relativo silenzio. Niente di grave, ma senza dubbio un dettaglio che in una produzione di tale cura e livello stona, e non poco. Il titolo è completamente doppiato in italiano, purtroppo in maniera poco più che sufficiente. Consigliamo caldamente di scegliere la lingua inglese per godervi la voce della tuta nella versione originale, visto che vi terrà compagnia per tutta la durata della campagna.

Requisiti Hardware Versione PC
Requisiti consigliati: 2.66GHz Core 2 Duo / A64 X2 CPU, 3GB RAM, GTX280 / HD4870, 1GB Video Memory, DX9.0, Shader Model 3.0/4.0, Windows XP, 30fps @ 1650 x 1080

Requisiti fortemente consigliati: 3GHz Core i7 4GB RAM, GTX560Ti / HD4870 X2, 1.8GB Video Memory, DX11, Shader Model 3.0/4.0, Windows 7, 30fps @ 1920 x 1200

Requisiti minimi: 2GHz Core 2 Duo / A64 X2 CPU, 2GB RAM, 8800GT / HD3850, 512MB Video Memory, DX9.0c, Shader Model 3.0, Windows XP, 20fps @ 1024 x 768

Il test per la recensione è stato effettuato su di un PC dotato di processore Intel i7 975, 6 GB di RAM e due schede GeForce 470x collegate in SLI, mostrando un frame rate sempre sopra i 50 frame per secondo a dettaglio grafico massimo e risoluzione 1080p. Il titolo prevede tre settaggi possibili ma non di controllare direttamente i parametri nel dettaglio a parte la risoluzione grafica e l'attivazione del V-Sync.
Recensione Videogioco CRYSIS 2 scritta da FOLKEN

Commento Finale

Dopo aver giocato e rigiocato la campagna single player di Crysis 2 ci sentiamo di avere per le mani uno dei prodotti più meritevoli di questa stagione, un ritorno ad un gameplay libero da binari e forzature, capace di sedurre il giocatore dall’inizio alla fine grazie all’ottima implementazione delle dinamiche. A corredare la solida modalità principale troviamo un multiplayer ottimamente dotato e non privo di personalità, le cui caratteristiche promettono tantissime ore di divertimento. Uniche note stonate alcuni difetti di rifinitura, come qualche sporadico bug, ma nulla di particolarmente grave e facilmente risolvibile con future patch. Impossibile non far pesare nella valutazione il nuovo standard grafico/tecnico raggiunto dal team di sviluppo, che ancora una volta si propone come grande maestro del codice, capace di forgiare un motore grafico all’avanguardia senza dimenticare di dotare il proprio prodotto di uno stile personale ed accattivante. Semplicemente siamo davanti ad un FPS impossibile da farsi scappare e, senza nulla togliere alle comunque ottime conversioni console, se avete un PC sufficientemente potente, sapete già qual è la versione da acquistare.
RECENSIONE:  spaziogames.it/
 
DOWNLOAD:

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FEAR 3 SKIDROW FULL ITA

Warner Bros con il rilascio di un trailer abbastanza pauroso ha annunciato l’arrivo di FEAR 3, terzo capitolo della saga di sparatutto horror nata cinque anni fa, che ha visto il secondo capitolo, Project Origin, arrivare sugli scaffali lo scorso anno. Il progetto della serie è passato di mano, dagli sviluppatori di Monolith a Day 1 Studios, che avranno il difficile compito di ripetere il successo dei primi due capitoli, che si sono differenziati in maniera netta da tutti i FPS disponibili sul mercato.



Nel terzo capitolo della serie vestiremo ancora una volta i panni di Point Man e di Paxton Fettel, e ritroveremo Alma, questa volta diventata adulta ed in dolce attesa…
In FEAR 3 poi oltre al single player sarà aggiunta anche una nuova modalità multiplayer co-op, che permetterà ai giocatori impegnati di impersonare i due protagonisti della storia. Warner Bros, per aumentare il livello di paura del gioco, ha assunto niente meno che John Carpenter, il regista di film come La Cosa, Essi Vivono e The Fog.
FEAR 3 è stato annunciato tramite il trailer che potete vedere qui sotto (magari per qualcuno sarà veramente disturbante, perciò fate due conti prima di premere play), con la data di uscita che dovrebbe essere l’autunno prossimo. Il gioco uscirà su PS3, Xbox 360 e PC.

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21 giugno 2011

Dirt 3 pc Ita full Download



Se il precedente capitolo aveva fatto capire a tutti il nuovo corso intrapreso dai ragazzi Codemasters, questa nuova iterazione si spinge oltre, decretando la totale svolta arcade del titolo. Questo non vuol dire che si passerà tutto il tempo gas a tavoletta e pilota automatico, si scoda e sbanda che è un piacere, ma che il modello di guida e più in generale tutta l'esperienza di gioco sono tarate per non essere mai troppo impegnative e frustranti. Avendo bene in testa questo, e liberandoci da qualsiasi schematismo simulazione/pro - arcade/casual, DiRT 3 risulta essere un titolo valido e divertentissimo capace di regalarci tante emozioni, seppur confinato in un ambito che farà storcere il naso ai rallysti duri e puri. Rally che più che nella passata edizione è solo una tra le tante specialità. Torna al Sommario

Dove si va?

Il cuore del gioco è il cosiddetto Tour Dirt. E' composto da quattro stagioni principali, oltre a queste troviamo sfide di "freestyle" e Gymkhana situate all'interno del Battersea compound, la centrale energetica dismessa resa famosa dalla copertina del disco dei Pink Floyd Animals e tutta una serie di lunghi campionati dedicati alle singole tipologie di gara, chiamati World Tour. L'offerta è molto ampia, le competizioni e relative discipline sono davvero tante. Accanto al rally, troviamo il Rally Cross e Land Rush, ovvero veri e propri gran premi contro otto avversari su pista, a bordo di vetture da rally, truck (anche detti pick up) e buggy. Ci sono poi Head to Head, gare uno contro uno, simili a quelle che vediamo al Motor Show e TrailBlazer, sorta di lunghe gare da punto a punto, ma a bordo di vetture particolarmente veloci e "sguscianti", non propriamente rallystiche, acchittate con vistose appendici aerodinamiche, spoiler e minigonne. Fino a qui non ci sono particolari novità rispetto a DiRT 2, la nuova modalità di gioco è la precedentemente citata Gymkhana, che non si limita a farci girare intorno ai birilli, di fatto del tutto assenti, ma mette in scena una serie di attività molto varie. Il concetto base è semplice: più "numeri" si fanno, più punti si ottengono. A Battersea, a Los Angeles o a Montecarlo troviamo dei veri e propri parco giochi a nostra disposizione, possiamo produrci in derapate, sgommate da fermo o intorno a diverse tipologie di rotonde, distruggere oggetti o saltare. Questo in soldoni, perché DiRT 3 complica il tutto con le ovvie sfide a tempo, gare in cui bisogna scovare particolari items nascosti per la mappa, corse a check point e molto altro. Non ci si annoia insomma se si vuole staccare da fango e ghiaia. L'avanzamento tra le varie stagioni (ognuna composta da diversi campionati) avviene accumulando punti reputazione che aprono mano a mano i diversi eventi. In quest'ottica non è sempre necessario arrivare primi, basta ottenere i punti necessari per andare avanti, senza insomma farsi troppi patemi riguardo a podi e gare non portate a termine. Oltre a queste gare, se si gioca collegati, troveremo da subito ulteriori tracciati da comprare direttamente nello Store e nel Marketplace, sorta di DLC istantaneo già presente al momento del rilascio, cosa che amplia l'offerta e che per fortuna non incide nella progressione del gioco. Mangia la polvere! Torna al Sommario

Il 131 di nonno o la Fulvietta?

Il livello sale non solo in base al nostro posizionamento a fine campionato, ma anche in base a quanti flashback abbiamo utilizzato (sono sempre cinque), alla vettura scelta e al superamento di piccole missioni, come velocità massima o lunghezza derapata. Ogni livello ci premia con nuove vetture, livree e scuderie che "richiedono" le nostre prestazioni. Sul versante delle auto, gli sviluppatori ne hanno inserite davvero molte, oltre alle già citate iperveloci, truck e buggy, troviamo le mitiche vetture del Gruppo B che hanno corso tra il 1982 e il 1992, e il meglio delle auto storiche a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '90. Si spazia insomma dalla Lancia Fulvia al Deltone integrale passando per la Fiat 131 e la Renault 5 Turbo, una vera manna per gli appassionati quindi. Oltre a queste ci sono tutta una serie di vetture moderne, da quelle con licenza ufficiale WRC a categorie meno famose come Open rally, Super Rally 2000, o gli enormi barconi dedicati ai Raid come Hammer e jeepponi vari. Come per le competizioni diverse vetture sono da subito acquistabili a parte. Partendo proprio dalle auto, è possibile capire l'approccio alle corse di Codemasters. Le competizioni che non prevedono restrizioni drastiche di classi di appartenenza, come ad esempio Rally e Head to Head, possono essere giocate con diverse tipologie di auto, cosa che aumenta a dismisura la longevità del titolo ma che non "specializza" le vetture, rendendole buone per "tutte le stagioni". Mangia la polvere! Questa semplificazione è visibile anche nel momento in cui dobbiamo scegliere una macchina. Le uniche differenze sono relative al peso, alla potenza e alla trazione, valori quasi sempre simili all'interno della stessa classe. E'scomparsa quindi ogni minima distinzione per velocità, tenuta e via dicendo, presente nella scorsa edizione. Ci si accorge delle differenze solo al volante e queste non sono mai esagerate: il modello di guida è molto omogeneo, non ci sono - sempre in relazione alla stessa categoria - valori particolarmente discordanti. Scompaiono quindi le differenziazioni minime tra vetture, ma rimane la possibilità di poter agire sulla meccanica delle stesse, un tuning relativo allo stretto indispensabile (come nella precedente edizione) che ci vede agire su portanza, altezza da terra, sospensioni, differenziale e così via, e che riesce a variare distintamente il comportamento della vettura. Tuning quindi che funziona ma che non è imprescindibile alla luce di alcune scelte che vedremo più avanti. E' poi possibile decidere se attivare l'ABS e il controllo stabilità, ma l'impressione è che con o senza sia avvertibile solo in condizioni estreme, quando entrano in gioco le condizioni atmosferiche come pioggia battente e tempesta di neve, che rendono le vetture più "leggere" e decisamente meno reattive. Oppure quando si scende in pista nelle gare di Rally Cross, dove diverse gare si svolgono su asfalto (qualcuno ha detto Montecarlo?), in cui sovrasterzi di potenza e bloccaggi degli pneumatici sono all'ordine del giorno. Torna al Sommario

Tracciati

Il gioco ci porta in giro per il mondo facendoci correre nei posti più disparati. Finlandia, Kenia, Norvegia e Michigan sono le nazioni che ospitano le gare di rally e quelle dedicate al Trailblazer, mentre l'innevata Aspen, lo "sterrato di campagna" Smelter, Montecarlo e il Memorial Coliseum di Los Angeles sono i luoghi deputati al Rally Cross, alle corse Head to Head, e a quelle dei truck e delle buggy. Inutile dire che ogni luogo è composto da diversi percorsi (la Finlandia ne ha ben otto, così come il Kenya e il Michigan), e grazie anche alla possibilità di correre con diverse condizioni atmosferiche, di notte o di giorno, all'imbrunire o di sera, si riuscirà a tenere sotto il livello di guardia il fattore ripetitività.

Il piacere di guidare al tramonto

Sembra quasi che DiRT 3 sia indeciso su cosa voglia realmente essere. Lascia i settaggi, seppur basilari, ma non ci lascia capire il comportamento delle vettura al momento di sceglierla. Ci dà la possibilità di attivare gli aiuti, ma essi non sono così importanti ai fini del livello di difficoltà e della curva di apprendimento. Queste "indecisioni preventive" sono del tutto giustificate alla luce del modello di guida. Come scritto in apertura, DiRT 3 è del tutto votato ad un tipo di fruizione "arcade", e non perché si corra ad occhi chiusi ma perché il modello di guida riesce perfettamente a mediare tra la bravura nel saper pennellare le curve, nella parzializzazione del gas e nel uso del freno mano, con un'esperienza di gioco mai troppo punitiva ed estremamente gratificante, che non esaspera mai gli errori causati da una guida allegra del pilota. Si ha insomma sempre l'impressione che la macchina possa essere sempre ripresa, il gioco tollera imprudenze e tagli netti, le aperture brutali non sono mai catastrofiche, l'effetto pendolo, a meno di non esagerare con la pressione sullo stick, non è qualcosa con cui spesso dover far conto, alla stessa maniera i vari tipi di fondo incidono sull'aderenza senza comunque mai stravolgere il modo in cui si corre. Una scelta del genere viene però appesantita da due fattori esterni. Mangia la polvere! Il voler essere adatto a tutti, esaltando il piacere di guida ha imposto una difficoltà sicuramente non altissima. A livello medio, tre su sei, si riesce piuttosto agilmente ad arrivare in testa, per faticare praticamente solo in poche specialità. Il nostro invito è quello di impostare almeno la difficoltà su quattro, e alzarla alla bisogna insomma. Secondariamente i flashback, ovvero la possibilità di riavvolgere il tempo evitando così errori, tagliano drasticamente la tensione nel percorrere in apnea i tracciati più lunghi. Il gioco ci invita a non abusarne, visto che meno li si utilizza, più punti reputazione si guadagnano, inutile però sottolineare quanto possano essere utili in caso di fatali errori. I flashback ci portano a fare considerazioni anche sull'ottimo modello meccanico e estetico dei danni. Gli urti danneggiano realisticamente le auto, che si deformano e perdono pezzi in modo convincente. Basta un semplice urto contro un muretto per rendere la macchina inservibile, perdendo potenza o sbandando pericolosamente. I danni insomma sono seri e progressivi nel modo giusto. I replay quindi ci salvano quando la macchina viene "azzoppata", penalizzando un sistema di incidenti ben implementato. Tirando le somme le sensazioni che DiRT 3 ci regala sono senza dubbio piacevolissime, il gioco diverte davvero tanto e molto probabilmente le sue parti migliori non sono propriamente quelle rallystiche, bensì le gare su pista, con il loro mix esaltante di derapate, sportellate e sorpassi sullo stretto, che esaltano il modello di guida del gioco. Torna quindi in pompa magna la "problematica" del secondo capitolo. Il rally è solo uno tra i molti ingredienti della pietanza cucinata da Codemasters e non necessariamente la migliore, pur sempre in un contesto di eccellenza. Gli amanti dell'ortodossia WRC sono avvertiti: se metteranno da parte preconcetti e chiusure mentali, si troveranno per le mani un titolo coi fiocchi. In chiusura è giusto spendere due parole sull'intelligenza artificiale. Nelle gare da punto a punto, all'innalzamento del livello di difficoltà corrispondono ovviamente tempi migliori degli avversari, mentre su pista le vetture si comportano in maniera credibile e realistica, lottando e creando bagarre, pur non abbandonando, se non in caso di (frequenti) errori la traiettoria ideale. Torna al Sommario
Obiettivi DiRT 3 premia il giocatore con 50 obiettivi. Sono praticamente tutti relativi alla progressione nel gioco. Si ottengono al salire di livello, al giocare con o senza aiuti, ai punti e alle medaglie conquistate nelle gimkhane. Presenti pure obiettivi per le modalità di gioco online.

Un quadro spettacolare

Sul versante multiplayer, per un massimo di otto giocatori, troviamo tutte le modalità di gioco del Tour, al quale partecipano per l'aumento dei punti reputazione. Possiamo correre da soli o in eventi di squadra e se invece abbiano voglia di abbandonare del tutto le corse da punto a punto e gran premi veri e propri, è possibile prendere parte alla modalità Party, composta da eventi "leggeri" come Transporter, una rivisitazione del classico Capture the Flag che invita corse sfrenate e sportellate, Invasione che ci impone di distruggere dei cartonati robot che hanno "invaso" il pianeta, Infezione in cui un virus letale ci mette nei panni dei contagiati e di quelli che vogliono sfuggire al contagio, spingendo forte col grand'angolo e virando lo schermo in verde.Mangia la polvere! Modalità davvero divertenti che funzionano e che possono essere una valida alternativa alle seriose tipologie classiche. Interessante poi la possibilità di postare direttamente su YouTube le proprie peripezie. Cosmeticamente parlando DiRT 3 è un vero spettacolo. Il lavoro di Codemasters è virtualmente senza difetti, anche se permangono sporadici problemi di frame rate nei momenti più concitati delle gare su circuito con altri sette avversari in pista. Per il resto si rimane spesso e volentieri a bocca aperta, si apprezza da subito il maggior dettaglio, tanto sulle vetture, quanto e soprattutto sugli elementi a bordo pista, che disegnano un quadro in cui non c'è virtualmente differenza tra elementi principali e secondari della messa in scena. Un altro punto da elogiare è la modellazione dei mezzi, minuziosa e iper particolareggiata, che svela anche parti nascoste dietro piccole prese d'aria, come delle ventole nel portabagagli di alcune vetture, e che non teme la distruzione pezzo dopo pezzo dei mezzi.Mangia la polvere! Su tutto però svetta il comparto dell'effettistica, con effetti di luce in base all'ora di partenza, di rifrazione e soprattutto particellari che tolgono il fiato. Correre in mezzo ad una tormenta di neve, cercare di sopravvivere alla polvere alzata dalle sfide su terra battuta, sotto piogge torrenziali o di notte al chiaro di luna, costeggiando i panfili a Montecarlo mentre coloratissimi fuochi artificiali esplodono nel cielo è una bella esperienza, che spesso e volentieri ci farà andare fuori strada, per fortuna esiste il tasto flashback. Tra tanta bellezza bisogna però sottolineare la lentezza, davvero snervante, dei caricamenti tra gara e gara. Il nostro codice, finale ma per console debug, non ci ha permesso l'installazione, non sappiamo quindi in tal senso come si comporterà la versione che arriverà nei negozi. Speriamo che questo problema, sempre se esso persista, possa trovare una soluzione.

Fonte recensione:  http://multiplayer.it/

Download esterno wupload:
http://www.wupload.com/folder/e83be1c7629fed487

18 giugno 2011

Dirt 3 no dvd





Link diretto file skidrow:
Se avete gia il gioco copiate i file nella crtella di gioco e giocate.
L'ho uppata io e la uso tutt'ora dunque non fate caso al nome del file:
Comodo per non dover usare ogni volta il dvd.



http://www.wupload.com/file/20442857

10 marzo 2011

Fringe - Stagione 1 (20/20) [HDTVmux]



Fringe è una serie televisiva statunitense ideata e coprodotta da J.J. Abrams (già creatore di Felicity, Alias e Lost), che ha debuttato negli USA il 9 settembre 2008 sul network FOX. La seconda stagione della serie negli USA è partita il 17 settembre 2009.In Italia, la prima stagione della serie è stata trasmessa in anteprima assoluta sul canale Steel di Premium Gallery, nel bouquet del digitale terrestre Mediaset Premium, a partire dal 31 gennaio 2009. In chiaro, la serie debutterà a ottobre nella seconda serata di Italia 1.

5 puntata Sete Di Potere


6 puntata La Cura


7 puntata Piacere Sig. Jones

8 puntata L'Equazione

9 puntata Fuga Nel Sogno

10 puntata Al Sicuro

Riassunti di qualche post fa"..